Lo ha dimostrato uno studio interessante (e non è il solo)
Prendi 392 soggetti che lamentano sintomi correlati al glutine
Dalle analisi scopri che 26 sono celiaci (CD) e 2 allergici al grano (WA). Quindi escludili.
Ai rimanenti 364 somministra una dieta senza glutine per 6 mesi e poi reintroduci il glutine per 1 mese.
Scopri che solo 27 pazienti (il 7,4%) stanno meglio con la dieta gluten free (GF) e lamentano nuovamente i sintomi alla reintroduzione del glutine.
Per questi fai diagnosi di intolleranza al glutine non celiaca (NCGS). E mettili da parte.
Rimangono 337 soggetti (l’86% del totale iniziale) a cui non è cambiato nulla con la dieta priva di glutine e che non hanno alterazioni specifiche evidenti.
Cioè hanno disturbi SIA CON CHE SENZA glutine nella dieta, ma credevano che fosse il glutine e lo avevano eliminato inutilmente.
Per queste persone si entra nell’ambiguo e misterioso mondo della sindrome dell’intestino irritabile (e di altre condizioni come la sovracrescita batterica del piccolo intestino) che coinvolge elementi psicosomatici e altri fattori legati ad alcune sostanze presenti in una miriade di cibi, i cosiddetti FODMAPS (Fermentable, Oligo-, Di-, Mono-saccharides And Polyols).
Anche per i FODMAPS esiste una variabilità enorme e un soggetto può reagire ad alcuni e non ad altri, a piccole e grandi quantità, rendendo difficile la stesura di una dieta precisa e univoca, basata su tabelle e indicazioni precise al grammo.
Un fodmap può scatenare sintomi in una persona e non in un’altra e il tutto si lega anche a fenomeni legati all’asse intestino-cervello per cui in alcuni stati d’animo e momenti si possono avere più o meno sintomi.
Non guardate ossessivamente le tabelle, ma le vostre reazioni individuali semmai, cercando di mangiar bene prima di pensare di fare diete privative.
In conclusione, i disturbi intestinali lamentati da moltissime persone, quasi mai sono legati al glutine e anche se fossero legati ai fodmaps è rischioso fare diete molto prolungate cercando di eliminare queste sostanze perchè sono ubiquitarie e presenti in alimenti molto importanti.
Si rischia di incorrere in carenze importanti e squilibrare la dieta.
Se i sintomi non sono invalidanti, io dico: meglio un po’ di gonfiore che altri problemi molto più seri che possono derivare da diete sballate.


https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26043918/
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Il glutine, la pasta, il pane NON sono pro-infiammatori
Un recente studio (marzo 2025) ha analizzato cosa succede davvero nel corpo di chi si definisce “sensibile al glutine” ma non soffre di celiachia.
Due gruppi di partecipanti (“sani” e “sensibili”) hanno seguito tutti una dieta senza glutine (i “sensibili” ovviamente già lo facevano) e poi sono stati sottoposti a due tipi di test:
1. una prova acuta (una dose singola di yogurt + glutine o yogurt + placebo, cioè proteine del latte) e
2. una prova sub-acuta (muffin con o senza glutine per 5 giorni), senza sapere cosa stavano assumendo.
Durante tutto il periodo, i ricercatori hanno monitorato sia i sintomi (come gonfiore, dolore addominale, stanchezza) sia i marcatori biologici di infiammazione, come la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) e la permeabilità intestinale.
Il risultato?
* Le persone “sensibili” presentavano già di base una maggiore tendenza a sintomi negativi e affaticamento rispetto ai sani, ma questi sintomi non erano specificamente legati all’assunzione di glutine.
* Sia dopo la sfida acuta che sub-acuta, i sintomi (come gonfiore e dolore addominale) aumentavano nei soggetti “sensibili”, ma SENZA DIFFERENZE tra chi assumeva glutine e chi assumeva il placebo.
* I marcatori biologici analizzati (permeabilità intestinale: la famosa zonulina, Proteina C reattiva, cortisolo) NON MOSTRAVANO variazioni significative né tra i gruppi né tra le diverse diete.
In altre parole, non si sono osservati segni di infiammazione o alterazioni biologiche attribuibili al glutine in nessun soggetto.
Questi risultati mettono in discussione (bah! veramente possiamo dire che asfaltano) la narrazione paleo/cheto-social secondo la quale grano, pasta e pane sono infiammatori e non sono “specie-specifici” (va vafangulo) perchè il glutine distrugge l’intestino e fa le peggio cose anche ai sani.
Le cause dei sintomi che mostrano i “sensibili”, quando non sono legate a effetto nocebo, si devono cercare in altri fattori (come per esempio i FODMAPS).

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p.s. In un altro studio, una dieta SENZA glutine ha portato a una modifica delle abitudini alimentari in senso PRO-Infiammatorio, perchè chi mangia senza glutine, mangia generalmente peggio.
3 risposte su “Il glutine non è quasi mai la causa dei disturbi intestinali che le persone gli attribuiscono”
Buongiorno Dr.Gabriele,
sono una donna di 57 anni con tiroidite di hashimoto, valori tsh ancora nella norma, quindi non ipotiroidea ma con tanti disturbi..tra cui dolori muscolari continui che causano fortissimi mal di testa. Non sono celiaca, ho un’ intolleranza all’ istamina e al lattosio.
Nel mio caso se elimino il glutine o lo riduco ad 1g a settimana introducendo per i restanti gg cereali senza glutine..
Elimino i dolci, la frutta ricca di istamina,
le solenacee (mangiando tutte le altre verdure), il latte (sostituendolo a bevande di avena e cocco) e derivati a esclusione dei formaggi freschi di capra (pochi) prediligendo carni bianche, pesce , uova e qualche humus di legumi. Ho notato che diminuiscono notevolmente i dolori che altrimenti mi renderebbero la vita invalidante.
Le chiedo gentilmente se pensa che la dieta che sto seguendo sia troppo restrittiva e alla lunga possa crearmi delle carenze alimentari.
La ringrazio anticipatamente se vorrà rispondermi
Cordialmente
Piera
I dolori muscolari non sono legati alla alimentazione e agli alimenti di cui parla. Non ha alcun senso togliere dalla dieta cibi importanti
Verifichi invece il suo stato ponderale. Se è sovrappeso e se fa poco movimento allora si che ci può essere una infiammazione che le procura dolore
Per tutto il resto si va dal medico perché i dolori va capito da dove derivano. Non deve pensare alla alimentazione perché non c’entra se non per il fatto del sovrappeso
Ecco io non ne posso più di vedere su Instagram non solo influenzer ma nutrizionisti che consigliano di ridurre il glutine per avere meno gonfiore e sentirsi meglio. Poi naturalmente ti dicono “noo io NON sono contraria al glutine, però se lo riduci è meglio”. E giù di commenti di gente che conferma come si sente rinata dopo averlo eliminato. E infatti si vedono solo piatti con riso basmati e quinoa, che la pasta gonfia… Ecco non ne posso più di queste mode prive di fondamento, che istigano solo a comportamenti ortoressici. E siamo ancora su profili buoni, perché almeno si contemplano i carboidrati (naturalmente smetto di seguirne i profili, ma non finisce mai).