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Il pan bauletto

O pancarrè o pane per tramezzini…sono tutti la stessa cosa.

Dei pani con aggiunta di grassi (e pure zuccheri), molto morbidi e solubili, praticamente privi di masticazione e che rientrano pienamente nella tendenza odierna della nutrizione a base di pappette, per la quale masticare pare un atto abominevole.

Leggenda narra che questo pane (a forma di parallelepipedo, carrè=quadrato) sia nato a Torino nel XIX secolo per far dispetto ai boia, non visti proprio di buon occhio dalla popolazione e quindi anche dai panettieri che vendevano loro il pane capovolto, in segno di spregio. A seguito dell’ordinanza che proibiva questo atto, fu creato un pane identico sopra e sotto in modo da poter comunque offrirlo ai boia capovolto, aggirando la legge.

Secondo la normativa il pane è “il  prodotto ottenuto dalla cottura totale  o parziale di una pasta convenientemente lievitata, preparata con sfarinati di grano, acqua e lievito, con o senza aggiunta di sale comune (cloruro di sodio)”. (art.14, comma 1, Legge 4-7-1967, n.580).

Al pane possono essere aggiunti “ingredienti particolari” (art. 4, D.P.R. 30-11-1998, n.502) come zuccheri (non meno del 2% sulla sostanza secca) e grassi (non meno del 3% ss)

L’alcol viene usato come antimicotico in superficie e, come additivo, è regolamentato da Decreto 13-7-1998, n.312: non più del 2% ss. Il che vuol dire che su un Kg di pane non si possono usare più di 14g circa di alcol (che comunque evapora all’apertura della confezione). Diciamo che questo dell’alcol è un non-problema, soprattutto  se accanto al panino avete un pinta di birra.

Un noto pan bauletto commerciale contiene il 3,9% di grassi e ben il 7,3% di zuccheri nel prodotto finito, laddove nel pane comune propriamente detto questi due nutrienti sono virtualmente zero.

Perchè mettere grassi e zuccheri in un prodotto che non dovrebbe contenerne? per renderlo molto più appetibile del pane comune ovviamente.

Se a questo sommiamo il fatto che la consistenza di questi pani non aiuta di certo la sazietà, otteniamo un prodotto che va consumato in piccole quantità e che nutrizionalmente rientra nella categoria “derivati del pane” da consumarsi saltuariamente e/o in piccole quantità.

Quindi ci sta a colazione come alternativa a dei biscotti o fette biscottate (porzione 30-40g). 

Non ci sta come alternativa al pane durante i pasti.

Perchè, va bene che siamo animali neotenici, ma ‘sta abitudine infantile di mangiare pappette dolcine e grassette andrebbe anche superata. 

Italiani! usateli i denti! (boia de’!!)

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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