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La Caduta di Númenor

Trend demografici e climatici, oltre la moda della “longevità”

Per oltre mezzo secolo, nei Paesi ad alto reddito l’aspettativa di vita è cresciuta a un ritmo senza precedenti. Tra il 1900 e il 1938, l’incremento medio è stato di circa sei mesi per ogni anno di nascita, trainato soprattutto dal crollo della mortalità infantile grazie a vaccinazioni, antibiotici, igiene e miglioramenti abitativi.

Tutto questo ha alimentato l’idea di una transizione lineare verso una società di centenari.

Un nuovo studio pubblicato su PNAS ad agosto ’25, indica che quel ciclo si è esaurito: nelle coorti nate dopo il 1939 il ritmo di crescita dell’aspettativa di vita si è più che dimezzato, attestandosi su 2–3 mesi per anno di nascita.

https://tinyurl.com/23zsezw6

In termini pratici, le generazioni osservate non raggiungeranno in media i 100 anni, e chi è nato nel 1980 difficilmente oltrepasserà questa soglia.

Perchè? Nel primo Novecento i guadagni di longevità provenivano da margini “facili”: riduzione della mortalità nei primi anni di vita. Oggi quei margini sono quasi saturi. Gli avanzamenti nella sopravvivenza degli anziani, pur reali, hanno un impatto più contenuto.

Anche scenari di innovazione biomedica non appaiono sufficienti a ripristinare i tassi di incremento del passato.

Un secondo filo si innesta sul primo: l’esposizione ai rischi climatici delle nuove generazioni.

Uno studio pubblicato su Nature stima che i nati nel 2020 vivranno un numero senza precedenti di eventi estremi. Anche in uno scenario di contenimento a +1,5 °C, oltre metà sperimenterà ondate di calore record; a +3,5 °C, la quota sale al 92%. A ciò si sommano siccità, incendi, alluvioni e fallimenti dei raccolti, con impatti sproporzionati sulle comunità a minore capacità di adattamento.

https://tinyurl.com/22qr5ztc

“Ma la paura della morte sempre più gravava fosca su di essi che ritardavano il decesso con tutti i mezzi possibili; e presero a costruire grandi case per i loro morti, mentre i loro sapienti incessantemente si lambiccavano il cervello onde riuscire a scoprire il segreto di richiamare la vita o per lo meno di prolungare i giorni degli Uomini. Ma pervennero soltanto a preservare incorrotta la carne morta degli Uomini, e riempirono tutta la contrada di tombe silenziose nelle quali l’idea del decesso era conservata come reliquia nel buio. […]”

Akallabeth – La caduta di Númenor

Il Silmarillion di J.R.R. Tolkien

La Caduta, versione integratori

“Alcune persone li prendono [vitamine e integratori] perché presumono automaticamente che vitamine e integratori abbiano solo benefici per la salute, ma si sa molto poco su come funzionano effettivamente“.

Elena Goun

La molecola Nicotinamide Adenina Dinucleotide (NAD+) si trova in tutte le cellule e ha un ruolo nel metabolismo energetico, cioè in tutte quelle reazioni che portano alla produzione di energia. Ma influenza anche diverse funzioni delle cellule, come la riparazione del DNA, il funzionamento del sistema immunitario e l’invecchiamento cellulare.

Col tempo i livelli endogeni di NAD+ calano. Ah che brutta cosa, dice la scimmia nuda.

Sillogismo: buone quantità di NAD+ sono associate a caratteristiche positive legate al benessere, al miglioramento della salute e a caratteristiche anti-aging, QUINDI se lo assumo a palettate con un integratore (o se assumo i suoi precursori), compenserò la perdita che avviene nel tempo e vivrò per sempre diventando come Superman con pelle liscia e luminosa.

Questi prodotti, chiamati anche NAD booster, vanno alla grande (assieme a TUTTI gli integratori di QUALUNQUE tipo in effetti).

MA.

C’è questo studio carino (https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0956566322008661?via=ihub) che mostra come, cercando la longevità, forse otteniamo il contrario: alti livelli di nicotinamide riboside (NR), uno dei tanti NAD booster, potrebbero non solo aumentare il rischio di incrementare lo sviluppo di un cancro al seno triplo negativo già presente, ma anche causare la metastasi o la diffusione del cancro al cervello.

Aumentare i livelli di energia cellulare, aiuta le cellule tumorali (che hanno un metabolismo aumentato) a nutrirsi di quell’energia.

In fondo è lo stesso meccanismo per cui mangiare troppo contribuisce ad aumentare il rischio di numerose malattie e fa invecchiare prima.

Lasciate gli integratori sugli scaffali (a meno che non li prescriva un medico, con evidenze alla mano)

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

Una risposta su “La Caduta di Númenor”

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