Ombrelli, militari, associazioni e raccomandazioni

(l’esempio della alimentazione nella prevenzione del diabete)

C’è una gerarchia tra gli studi scientifici. Esistono lavori che producono risultati più “forti” di altri.

(così come il grado di caporale è meno “potente” di quello di sergente, maresciallo o colonnello, pur essendo tutti militari che si distinguono dai civili)

Per “forza” dei risultati intendiamo quanto questi possono diventare raccomandazioni per la popolazione.

(uno studio “soldato semplice” potrebbe essere una prova in vitro, uno “caporal maggiore” un lavoro su animali, uno “capitano” uno studio prospettico su migliaia di persone, fino ad arrivare agli altri gradi: revisioni sistematiche e metanalisi, i colonnelli e generali di corpo d’armata della scienza)

I “Generali” fanno raccomandazioni, ma senza i “soldati semplici” l’esercito della scienza non può ottenere risultati concreti.(a proposito, i “civili” in questa storia sono gli aneddoti, i “su di me ha funzionato”, le affermazioni prive di qualsiasi valore scientifico, l’esperienza personale. E ovviamente esistono anche i disertori, gli scienziati che fanno cattiva scienza)

Gli eserciti possono anche coalizzarsi. Tanti generali, tante metanalisi, uniti per lo stesso fine, raggruppati sotto lo stesso ombrello. Le cosiddette “umbrella reviews” che tentano di arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima: fornire raccomandazioni ancora più potenti e il più vicino possibile alla “verità”.

Un esempio di coalizione è questo bell'”ombrello” che indaga le associazioni forti tra alimenti, nutrienti, stili dietetici e rischio di diabete.Il lavoro mette insieme tante metanalisi ed estrapola consigli utili per i soggetti a rischio: tinyurl.com/y8tzssyx

Le associazioni con la qualità maggiore di evidenza riguardano:

1. i cereali integrali (che riducono il rischio di diabete di circa il 13% per ogni porzione da 30g al giorno consumata)

2. le fibre in generale (che riducono il rischio di diabete di circa il 25% per ogni “dose” da 10g al giorno consumata all’interno dei cibi)

3. la carne rossa che aumenta il rischio di diabete di circa il 17% per ogni porzione da 100g al giorno consumata)

4. la carne trasformata (che aumenta il rischio del 37% per ogni porzione da 50g al giorno consumata. Pancetta e hot dogs addirittura arrivano ad aumentarlo del doppio)

5. le bevande zuccherate (che aumentano il rischio di circa il 26% per ogni porzione al giorno consumata e il rischio è aumentato anche con quelle 100% frutta)

Menzione (negativa) a parte per gli alcolici che riducono il rischio di circa il 25% per ogni 1-2 unità alcoliche al giorno consumate (però il consumo di superalcolici lo aumenta), ma che, in considerazione del fatto che sono molto dannosi per altre patologie, non possono certo essere consigliati in prevenzione del diabete.

Seconda menzione per l’aderenza a varie tipologie di dieta: benché la qualità delle evidenze sia risultata solo “moderata”, i modelli dietetici migliori non sono quelli con pochi carboidrati, non sono quelli basati esclusivamente sull’indice glicemico, ma sono quelli vegetariani e mediterranei, alla faccia di diete paleo o chetogeniche.

Bonus: saltare la colazione è associato ad un maggior rischio di ammalarsi di diabete.

Terzo fatto da notare, la carne trasformata aumenta il rischio in modo maggiore rispetto alle bevande zuccherate, a conferma del fatto che chi vuole prevenire il diabete (e anche tutto il resto in effetti) deve ridurre l’introito proteico e aumentare quello di carboidrati (carboidrati “buoni” ovviamente, oltre a dimagrire e fare movimento).

E questo, per inciso, vale anche per chi il diabete ce l’ha già!

Il lavoro entra nel dettaglio e analizza moltissimi altri parametri più o meno importanti. Va ricordato che questi lavori mostrano associazioni e non relazioni di causa-effetto, ma quando una associazione si verifica costantemente nel tempo diventa comunque un elemento di fatto da tenere in considerazione.

E’ chiaro che, per esempio, chi mangia cereali integrali, frutta e verdura ogni giorno, poca carne e niente bevande zuccherate, magari tende ad essere anche più magro, fare più movimento e non fumare e forse sono questi fattori a proteggerlo dal diabete.

Ciò non toglie che, indirettamente, mangiare cereali integrali ecc. ecc. sia un fatto importantissimo per prevenire la malattia. Comunque in questa revisione ad ombrello si è tenuto conto anche dei possibili fattori confondenti, scremandoli per ottenere un risultato “pulito”.

Altre

Possibili spiegazioni causali per la carne trasformata:

1. l’elevato contenuto di sale può provocare microdanni alle pareti vascolari con possibile incremento della incidenza di diabete

2. il ferro, molto concentrato in queste carni e potente pro-ossidante, potrebbe danneggiare le cellule pancreatiche

3. nitrati e nitriti usati come conservanti, coi loro sottoprodotti potrebbero avere un ruolo nella genesi della malattia

4. le carni trasformate contengono molti AGE (prodotti avanzati di glicazione) che potrebbero aumentare il livello basale di infiammazione dell’organismo.

Bevande zuccherate: un costante ed eccedente introito di zuccheri semplici potrebbe spostare la dieta verso più elevati e costanti livelli di insulina, tali da provocare nel tempo insulinoresistenza. Anche le bevande contenenti fruttosio (che non stimola l’insulina) possono contribuire a causa del fatto che il fruttosio aumentando la lipogenesi epatica contribuisce anch’esso alla resistenza insulinica.

Alcol: l’alcol migliora la sensibilità insulinica direttamente, ma gli autori mettono in guardia: bisogna stare molto attenti a consigliare alcolici a causa della loro pericolosità in altre situazioni (aumento del rischio di tumori e malattie cardiovascolari). In ogni caso le associazioni migliori riguardavano il consumo leggero di vino sopratutto, il che potrebbe sempre far parte del discorso “stile di vita complessivo” in quanto il vino si beve generalmente ai pasti, pasti che potrebbero essere equilibrati in generale. Va ribadito: ZERO alcolici è meglio!


Conclusioni

Ridurre il consumo di carne è sempre vincente. Vi ricordo che le nuove linee guida raccomandano di non superare i 100g di carni rosse a settimana. Per quanto riguarda la carne trasformata, non esiste neppure una raccomandazione quantitativa: il consumo deve essere occasionale. Il che vuol dire che zero è anche meglio.

La dieta è sempre la stessa: quella mediterranea, con tanti cereali integrali, legumi, frutta e verdura e pochissimi prodotti animali. Anche la frutta secca abbassa leggermente il rischio ma occhio che è calorica e quindi alza le probabilità di ingrassare che a sua volta porta al diabete.

Ricordate di dare sempre retta ai Generali (meglio se sotto gli ombrelli). I soldati semplici hanno la loro dignità, ma non parlano. I civili invece, meglio se ne stiano zitti!

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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