Un confronto nella vita reale
Prendi 250 persone sovrappeso e permetti loro di scegliere una delle tre diete per cercare di perderlo
Seguile per un anno e vai a vedere come i vari parametri (peso, grasso viscerale, glicemia, pressione, ecc) si modificano
Scopri che le differenze fra i tre approcci non sono significative e che quindi non c’è differenza tra le varie alimentazioni
La dieta mediterranea è lievemente migliore per la riduzione di glicemia e pressione arteriosa
Chi segue il digiuno è più propenso a mangiare schifezze nei giorni liberi rispetto a mediterranea e paleo
La paleo è quella peggiore delle tre a livello di perdita di peso e altri parametri sebbene, come abbiamo detto, le differenze siano minime
La cosa più importante che dimostra questo studio però è un’altra
Un sacco di persone hanno abbandonato le diete e il peso perso è stato minimo in tutte e tre
La più abbandonata è stata chiaramente la paleo, mentre la più seguita, la mediterranea
In conclusione paleo e digiuno non mostrano vantaggi di sorta a un anno di distanza rispetto alla dieta mediterranea
Mentre la mediterranea però è ormai assodato che protegga e faccia guadagnare salute nel lungo termine, nulla si sa delle altre due
Il che dimostra e conferma una cosa banale
Qualsiasi perdita di peso migliora la salute.
E qualsiasi dieta può far perdere peso
Basta seguirla
La aderenza alla dieta è il fattore più importante
La dieta mediterranea ha dalla sua un corpus di studi che ne dimostra la validità nel lungo termine
Le altre no
Perlomeno nel breve termine però, se volete dimagrire fate un po’ quello che vi pare
A parte mangiare troppo
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A chi interessano i dettagli
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0002916522010322?via%3Dihub#t3


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Altro studio, altra corsa, stesse conclusioni: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2114833

Ancora: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38639542/
Anche in questo studio randomizzato e controllato non c’è differenza nella perdita di peso avvenuta con un alimentazione “normale” e una “ristretta nel tempo”.
Anche glicemia a digiuno e controlli riguardanti la resistenza alla insulina non variavano tra i due tipi di alimentazione a parità di calorie e tipologia di dieta.
Da questi tipi di lavori si può ribadire la solita grande regola generale: si dimagrisce e si migliorano i parametri di salute quando c’è una restrizione ENERGETICA e non per motivi legati ad altri fattori come la finestra temporale in cui si mangia.
Ciò che fa la differenza è la compliance, i fattori che psicologicamente ci permettono di mantenere a lungo un certo regime alimentare. Se ci torna meglio saltare un pasto facciamolo, con un occhio però alla adeguatezza in termini di micronutrienti.
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Paleolitici e mediterranei: il problema è la relatività.
No non quella di Einstein.
Le evidenze attuali mostrano che **sia la dieta paleolitica (PD) che la dieta mediterranea (MD) sono associate a una riduzione della mortalità totale RISPETTO a diete meno salutari**, ma la dieta mediterranea presenta un supporto più robusto e costante nella letteratura medica.
Li vedete gli asterischi e le maiuscole?
“Rispetto a”
Potevo chiamare questo post anche “La dieta del Grazie Al Caxxo” (GAC)
Se confrontiamo la merda che si mangia oggi nel mondo occidentale (la cosiddetta western diet, WD, fatta di bevande zuccherate, carni grasse, trasformate, salate, grassi animali, quintali di formaggio e dolci di ogni tipo…) con una dieta paleo fatta di verdure, uova, pollo, pesce, un po’ di carne rossa, nessuna carne lavorata, frutta secca e patate o altri tuberi MA PRIVA di cereali (per motivi inspiegabili)…GAC che sarà meglio della WD.
Peccato che la MD (con cereali, quindi) abbia più SOLIDE evidenze su TEMPI ben più lunghi.
Studi prospettici e meta-analisi indicano che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea riduce il rischio di mortalità totale e specifica (cardiovascolare, oncologica, neurodegenerativa) con una riduzione del rischio che si attesta intorno al 10-20% per ogni incremento significativo nell’aderenza.
Le principali società scientifiche internazionali, tra cui l’American Heart Association e la European Society of Cardiology, raccomandano la dieta mediterranea come modello alimentare di riferimento per la prevenzione cardiovascolare e la riduzione della mortalità.
La dieta paleolitica, secondo recenti meta-analisi e studi di coorte, è associata a una riduzione del rischio di mortalità totale (circa 10%) e di incidenza di malattie croniche, con miglioramenti nei parametri cardiometabolici (glicemia, lipidi, pressione arteriosa) RISPETTO ALLA WD….NON alla DM.
E il beneficio sulla mortalità cardiovascolare appare meno consistente rispetto alla dieta mediterranea e la letteratura è meno estesa e consolidata.
La dieta mediterranea mostra una superiorità in termini di evidenza e raccomandazioni cliniche rispetto alla dieta paleolitica per la riduzione della mortalità, pur riconoscendo che entrambe le diete, se seguite con alta aderenza, sono associate a una riduzione del rischio RISPETTO a diete occidentali o meno salutari.
Non sono gli alimenti “specie-specifici” (che non vuole dire una mazza) ad essere buoni in sè.
Non sono il grano, il glutine, il pane IN SE’ il problema, ma la dieta nel suo complesso.
Nella scienza si fa sempre un CONFRONTO con qualcosa.
In questo caso: MD>PD>WD allo stato attuale delle conoscenze.
Il tutto si riassume con GAC.
https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/10408398.2025.2576815?scroll=top&needAccess=true

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31111871

2 risposte su “Digiuno intermittente, dieta mediterranea e dieta paleo”
Un campione di 250 persone non sarà scarso?
L’aderenza alla dieta è controllabile scientificamente o ci fidiamo di quello che ci raccontano?
Non ho controllato i dettagli.
non c’è mica solo questo studio…