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Alimentazione e salute Studi scientifici

La fine del modello carboidrati-insulina

Già nel 2022 questa review discuteva criticamente il modello del bilancio calorico (si ingrassa quando si mangiano più calorie di quelle si consumano) e il modello carboidrati-insulina:

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9071483/#sec6

Nel 2025 la morte cerebrale del modello carboidrati-insulina (CIM) è stata confermata da uno studio da intervento che vedremo meglio adesso.

Tutte le teorie delle Dee del Glucosio, delle Wanne Marchi carnivore, dei biologi ignoranti, della pasta raffreddata, dell’aceto per abbassare la glicemia e del mangiare il cibo con la precedenza vengono smentite.

Il CIM (che curiosamente significa anche Centro Igiene Mentale) afferma che la glicemia deve essere controllata in ogni modo quando si mangia, perché ogni piccolo e veloce aumento comporterà un terribile e altrettanto veloce abbassamento, distruzione, tragedie, fame atavica, ingrassamento a vista d’occhio e tenebre. Secondo il CIM, non contano le calorie, ma solo la glicemia e l’insulina.

Ebbene, lo studio ha coinvolto 120 persone (uomini e donne), divise in tre gruppi. A ciascun gruppo è stata servita una colazione con un indice glicemico rispettivamente alto, medio e basso. Le calorie e i nutrienti erano gli stessi per tutti, l’unica differenza era l’indice glicemico. Sono stati misurati la glicemia, l’insulina e altri parametri. Poi, a pranzo, è stato offerto loro un pasto libero.

Il CIM prevedeva che la colazione ad alto indice glicemico avrebbe dovuto far aumentare la glicemia e l’insulina in modo più intenso e rapido rispetto a quella a medio/basso indice glicemico, a cui sarebbe dovuto seguire un abbassamento tardivo altrettanto importante. Questo avrebbe dovuto portare a un “risucchio” dei nutrienti nelle cellule, scatenando la fame e, di conseguenza, un’assunzione calorica maggiore e l’ingrassamento.

È successo? Sì, ma solo la prima parte.

La glicemia e l’insulina hanno reagito come previsto dal CIM. La glicemia e l’insulina tardive (a 300 minuti) sono risultate più basse dopo il pasto ad alto indice glicemico (fig. 1 e 2)

Tuttavia, nel pasto successivo, le persone non hanno mangiato in modo molto diverso. Chi aveva fatto colazione ad alto indice glicemico non ha introdotto significativamente più calorie (fig. 3)

Ma soprattutto, i tre gruppi non avevano appetiti diversi. Coloro che avevano fatto colazione ad alto indice glicemico non avevano più fame (fig. 4)

E, cosa molto importante, le “calorie in circolo” nel sangue non erano più basse nel gruppo ad alto IG, anzi erano più alte. Perciò non c’è alcun “risucchio” maggiore di nutrienti nelle cellule e nessuna tragedia seguente (fig. 5)

In conclusione:

1. Il CIM è vero per quanto riguarda i cambiamenti di glicemia/insulina in risposta a pasti con diverso IG.

2. Ma questi cambiamenti non inducono “fami differenti” e non inducono assunzioni caloriche maggiori nei pasti successivi.

3. Chi sente una fame maggiore dopo aver mangiato un alimento ad alto IG, non ha questa sensazione a causa del CIM, ma per motivi edonistici e legati alla “voglia di qualcosa di buono” che ha basi diverse.

Ora, quando sentite qualcuno che suggerisce strani metodi per tenere a bada la glicemia, potete serenamente e gentilmente mandarlo al CIM.

https://www.cell.com/cell-metabolism/fulltext/S1550-4131(25)00015-4#

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

5 risposte su “La fine del modello carboidrati-insulina”

Buingiorno, ho visto per caso che è in stampa il suo libro, complimenti! Vorrei chiederle una cosa particolare, visto che mi sembra sia appassionato di gatti: potrebbe scrivere qualcosa a riguardo della loro alimentazione? Tanti veterinari sanno poco o niente al riguardo, sarebbe il caso di fare un po’ di chiarezza anche lì! Grazie, Andrea

Strano, io ieri stavo facendo una ricerca su google e sia su ibs.it sia su mondadori store sia su amazon mi dava un libro in uscita il 9 luglio a suo nome e con il titolo del suo blog, con tanto di editore e prezzo di listino. Provi a controllare nel caso.

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