“Buongiorno io ho smesso di prendere le statine e non mangio zuccheri”
Questo è uno dei tanti commenti entusiasti sotto a un post di una nota influencer “carnivora”, che ogni giorno persevera nella sua narrazione antiscientifica su colesterolo alimentare, colesterolo ematico, statine, zuccheri, oli vegetali.
Come lei, che è medico, c’è una lunga pletora di professionisti sanitari e non, che stanno facendo passare un messaggio pericoloso, che non induce solo abitudini alimentari errate, ma addirittura la rinuncia a farmaci salvavita come le statine sulla base di affermazioni senza nessuna base scientifica.
Di seguito, virgolettate, le affermazioni riportate nel post e qualche commento mio.
1. “Uno studio sbagliato ha condizionato 50 anni di politiche” in riferimento al lavoro pionieristico di Ancel Keys
Il “Seven Countries Study” non era uno studio manipolato.
Era uno studio osservazionale ben documentato, con limiti noti per l’epoca.
Non “ignorò dati”: selezionò Paesi in cui era possibile ottenere misure affidabili, cosa esplicitata già negli anni ’60.
La relazione tra grassi saturi/LDL e aterosclerosi è stata confermata da centinaia di studi successivi, trial inclusi. Non si basa sul lavoro di Ancel Keys.
2. “Negli anni ’50 Keys diede la colpa ai grassi senza prove solide”. Falso
Già allora esistevano:
– dati epidemiologici coerenti,
– ricerche sugli effetti dei saturi sui lipidi plasmatici, confermati poi da trial controllati, metanalisi e studi genetici (Mendelian randomization).
La teoria “grassi saturi → LDL → rischio” non dipende da Keys: è oggi uno dei rapporti causali più solidi in cardiologia preventiva.
3. “Uova demonizzate. Carne rossa descritta come pericolosa. Burro sostituito con olio di colza/margarina”.
Narrativa fuorviante
– Le uova non sono mai state “vietate”; il limite era prudenziale e oggi è superato.
– La carne rossa è associata a rischio cardiometabolico in eccesso, ma non è “vietata”; dipende da quantità e metodi di cottura.
– Il burro fu ridotto per abbassare i saturi; scelta coerente con le prove dell’epoca.
– Le margarine vecchie avevano molti trans industriali (oggi eliminati).
– L’olio di colza moderno (canola) non è un olio “industriale malsano”: è ricchissimo di monoinsaturi e contiene omega-3.
Il post sbaglia totalmente questo punto.
4. “Gli oli di semi sono diventati ‘salutari per il cuore’ e la nostra salute è peggiorata”
Falso e non supportato
Non esiste correlazione temporale causale tra aumento di oli di semi e peggioramento della salute. Per contro, gli oli ricchi di polinsaturi (soprattutto ω-6 e ω-3) riducono LDL, migliorano markers cardiovascolari e sono raccomandati da tutte le società cardiologiche.
5. Citazioni delle fonti scorrette o estrapolate
– Nina Teicholz è una giornalista con noto bias “pro-saturi”, non una fonte scientifica primaria.
– Ravnskov è un autore noto per tesi controverse non supportate dalla cardiologia moderna.
– Nessuna delle fonti citate sostiene che i saturi siano innocui o che Keys abbia falsificato dati.
6. Errori specifici su olio di colza
Il post lascia intendere che sostituire burro con olio di colza sia dannoso. In realtà, l’olio di colza:
– ha 55–65% monoinsaturi (quelli dell’olio di oliva),
– solo 5–7% saturi,
– contiene sia omega-6 (18–24%) sia omega-3 (8–11%),
– rapporto ω-6/ω-3 circa 2:1.
È uno degli oli più favorevoli dal punto di vista lipidico.
7. “Le statine sono nate negli anni ’70… ma il colesterolo è solo un indicatore”
Falso
Il colesterolo LDL non è un semplice indicatore:
– è un fattore causale diretto dell’aterosclerosi.
– La relazione causale è dimostrata da trial, genetica, studi su animali e imaging arterioso.
– Ridurre LDL riduce in modo proporzionale il rischio cardiovascolare, qualunque sia la strategia (statine, ezetimibe, PCSK9, dieta).
Dire che è “solo un indicatore” è falso: è uno dei determinanti primari dell’aterosclerosi.
8. “Non abbiamo mai risolto la causa alla radice”
Falso
La “radice” dell’aterosclerosi è molto chiara:
– LDL che penetra nella parete arteriosa e si ossida,
– infiammazione locale,
– risposta immunitaria,
– progressione della placca.
Abbassare LDL riduce proprio la causa iniziale (l’entrata delle particelle LDL nella parete). Non esiste intervento che riduca gli eventi cardiaci quanto la riduzione dell’LDL.
9. “Abbiamo solo creato industrie da miliardi”
Narrativa complottista
Le statine sono farmaci economicamente convenienti e ampiamente studiati.
Gli effetti non dipendono da interessi commerciali:
– sono confermati da metanalisi indipendenti,
– da studi condotti anche prima della fine del brevetto,
– e dai risultati degli inibitori PCSK9, che non hanno nulla a che fare con Keys.
10. “E se il colesterolo non fosse mai stato il vero colpevole?”
Smentito da 70 anni di dati
Le cause dell’aterosclerosi sono multifattoriali, ma LDL è la condizione necessaria.
Non esiste aterosclerosi senza particelle LDL.
Infiammazione, glicemia e stili di vita modulano il rischio, ma non sostituiscono il ruolo causale dell’LDL.
11. “Infiammazione, zuccheri e oli di semi sono il vero problema”
Distorsione
– Infiammazione cronica: contribuisce, ma non genera placche senza LDL elevato.
– Zuccheri: un eccesso peggiora trigliceridi e metabolismo, ma non crea aterosclerosi da solo.
– Oli di semi: i PUFA (oleico, linoleico, ALA) riducano LDL e riducono il rischio; le linee guida li raccomandano per questo. La narrativa “oli di semi = infiammazione” non ha basi cliniche.
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Senza nulla a pretendere
SeT
2 risposte su “Colesterolo statine e terrorismo”
A me han detto che le statine causano dolore alle articolazioni e ai muscoli e addirittura rompono le fibre muscolari. Vorrei sapere, essendo già soggetta a dolori di mio, se c’è un fondo di verità in queste affermazioni. Per il resto grazie sempre per tutta la sua corretta divulgazione
Sono due cose differenti
Qualche solo retto che poi passa é raro ma può accadere
Però accade anche perché uno se li aspetta perché tutto il mondo glielo dice. E lo condiziona. Sono cose provate scientificamente. Si chiama effetto nocebo.
In casi molto molto molto rari si può avere quella che si chiama rabdomiolisi ma non esiste un motivo al mondo per non prendere statine quando servono. Perché una possibilità su un miliardo di un effetto collaterale non è nulla rispetto a una ben più elevata percentuale di rischio di avere un ictus.