Il latte: chiarimenti

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Il latte fa bene o fa male? Domanda priva di senso per un nutrizionista. Nessun alimento fa bene o male in sé, dipende dallo stile di vita in cui è inserito, dalla dieta nella sua totalità e dalle abitudini della persona. Spesso perdiamo di vista la visione d’insieme e ci concentriamo illogicamente sui particolari. Se sono un fumatore sedentario obeso poco importerà se rinuncio al latte pensando che sia utile per la mia salute.

Tenendo ben presenti questi presupposti vediamo le principali critiche che vengono mosse nei confronti del latte (e chissà perché, mai nei confronti dello yogurt o dei formaggi…).

Per questioni di spazio mi limito ai “miti” più gettonati (pertanto evito di discutere affermazioni quali “il latte è solo pus” che, credo, si smontino da sole) e premetto già da ora che l’unico vero e importante motivo per rinunciare al latte è quello etico/ecologico.

1. “Bere latte è innaturale”. Grazie, anche scrivere un articolo come questo su un pc per poi lanciarlo sulla rete ha molto poco di naturale. Siamo gli unici animali al mondo che lo fanno (e fra l’altro siamo gli unici animali al mondo che bevono latte di soia che di naturale ha davvero poco)! E’ chiaro che questa argomentazione è debole dal punto di vista logico, ma volendo andare più a fondo, la critica insiste e sostiene che l’essere umano dopo lo svezzamento non è più in grado di digerire il lattosio e pertanto dovremmo astenerci dal bere latte perché la natura “vuole così”. Ci si dimentica però che proprio “la natura” tramite l’evoluzione, in luoghi e momenti indipendenti tra loro ha selezionato mutazioni che hanno permesso ad alcune popolazioni di continuare a digerire il lattosio (persistenza della lattasi) e quindi ad adattarsi meglio ai nuovi ambienti “conquistati”. Più naturale di così!

2. “Il latte contiene troppe proteine (e fattori di crescita come l’Igf1) rispetto al latte umano”. Questa argomentazione pone l’enfasi sul fatto che il latte vaccino non è adatto a noi perché è troppo proteico ed è utile solo al vitellino che ha un ritmo di crescita elevatissimo. Ci si dimentica però che l’animale durante l’accrescimento assume giornalmente una quantità di latte corrispondente a circa il 10% del proprio peso e che pertanto un uomo di 70Kg dovrebbe berne 7 litri per eguagliare i ritmi del vitello. Le quantità suggerite per un uomo adulto (250-375ml) sono di 2 ordini di grandezza inferiori!
Il latte (in questo caso parliamo di latte vaccino) contiene circa il 3,3% di proteine, un po’ azzardato definirlo “iperproteico”. Per fare un confronto, un etto di carne in media ne contiene 20g!

3. “Il latte “acidifica””. La critica prende spunto dal fatto che il latte contiene aminoacidi solforati che acidificherebbero sangue e tessuti creando problemi di salute come la demineralizzazione ossea e quindi alla lunga l’osteoporosi. Vero, il latte contiene questi aminoacidi come qualsiasi prodotto animale o vegetale, ma basta fare due conti per comprendere che le fonti che maggiormente contribuiscono all’introduzione di questi aminoacidi, in una dieta varia, non sono le due porzioni di latte suggerite ma…pane, pasta, legumi, frutta e verdura! che insieme apportano ben oltre le quantità di a.a. solforati presenti in una tazza di latte! E questo senza considerare le altre fonti animali della dieta!
Tutto questo presupponendo che un eccesso di aminoacidi solforati acidifichi davvero e demineralizzi l’osso! L’ipotesi non è supportata dalle evidenze scientifiche. Si è visto invece che la calciuria (calcio nelle urine) dopo un pasto ricco di proteine del latte non è correlata a perdita di calcio osseo, ma al fatto che le stesse proteine aumentano l’assorbimento del calcio presente nel latte e l’eccesso viene eliminato con le urine!

4. “Il consumo di latte aumenta il rischio di cancro alla prostata e all’ovaio”. Sul tumore all’ovaio non ci sono evidenze scientifiche, mentre su quello prostatico si parla di eccesso di calcio nella dieta, quindi non di latte direttamente. L’aumento del rischio avviene quando si introducono più di 1500 mg di calcio al giorno, il che significherebbe bere circa 1,25 litri di latte! Le 2-3 porzioni di latte giornaliere non comportano alcun rischio in questo senso, ma anzi, possono essere protettive per il tumore del colon.

5. “Il latte è solo una delle fonti di calcio della dieta, non l’unica”. Questa affermazione è certamente vera, ma nel latte sono presenti le condizioni migliori per l’assorbimento del calcio per esempio il lattosio e le proteine. Le 2-3 porzioni raccomandate apportano circa il 50% del fabbisogno giornaliero di calcio. Le altre fonti vegetali possono contribuire per la restante parte, ma si deve considerare la loro inferiore biodisponibilità che ne limita l’assorbimento.

6. “Il latte non previene l’osteoporosi”. L’osteoporosi è una patologia complessa che non può essere ridotta ad un singolo fattore come l’assunzione o meno di un solo alimento o nutriente. La prevenzione si fa con lo stile di vita, con l’attività fisica, con l’esposizione al sole, con un adeguato apporto di Vitamina D con la dieta, ma anche di calcio. E come abbiamo visto il latte è una ottima fonte di questo minerale. Il suo apporto è molto importante soprattutto durante l’accrescimento quando l’apparato scheletrico è in fase di “costruzione” per raggiungere il picco osseo geneticamente determinato.

Il latte e i suoi derivati possono essere un aiuto importante anche nelle diete vegetariane contribuendo all’apporto di proteine di elevato valore biologico e di calcio altamente disponibile, ma anche, sebbene in minor misura, di vitamine del gruppo B e di zinco.

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